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Lo
yogurt è un eccellente alimento dotato di un equilibrato
potere nutrizionale che si accompagna ad una considerevole
capacità di mantenere stabile e attiva la flora batterica
intestinale.
Queste osservazioni sono note e spesso in qualche modo abusate.
Lo yogurt è il prodotto della fermentazione del latte
ottenuta con Streptococcus termophilus e Lactobacillus bulgaricus
che conferiscono a questo alimento una elevata acidità
in grado di inibire la crescita di microrganismi patogeni
senza l’aggiunta di conservanti. In effetti lo yogurt
nasce proprio come tecnica di conservazione del latte.
Lo yogurt ha delle proprietà nutrizionali e in un certo
senso medicamentose del tutto uniche. Contiene infatti un
ottimale rapporto tra grassi, proteine e carboidrati (rispettivamente
pari al 4%, 4,5% e 5%) facilmente digeribili ed assimilabili
proprio grazie al processo fermentativo innescato che migliora
la microflora intestinale inibendo nel contempo i processi
fermentativi e putrefattivi a livello del colon. Lo yogurt
rappresenta un’ottima fonte di calcio biodisponibile
che lo rende particolarmente importante per le persone che
soffrono di disturbi legati all’apparato scheletrico.
Anche le persone lievemente intolleranti al lattosio possono
consumare lo yogurt senza problemi proprio per le sue caratteristiche
di alta digeribilità.
Uno yogurt di buona fattura contiene fino a 750 milioni di
microrganismi per grammo pari a oltre 90 miliardi di fermenti
vivi per ogni comune vasetto (125 g).
In commercio troviamo una grandissima varietà di yogurt
di tutti i colori e di tutti i gusti. Ma uno yogurt, per essere
definito tale, dovrebbe avere le specificità appena
elencate. L’uso del condizionale è d’obbligo
perché in Italia non esiste una norma che identifichi
le caratteristiche nutrizionali e la quantità di fermenti
lattici che questo prodotto deve contenere.
Quindi le proprietà dello yogurt, che lo rendono davvero
un prodotto salutare ed importante per il mantenimento di
un buon equilibrio microbico intestinale, non sono riconoscibili
sul mercato che propone con questo nome altri prodotti che
da un punto di vista nutrizionale dovrebbero essere chiamate
semplicemente "merende al gusto di latte".
Così in commercio troviamo una giungla di prodotti
che vengono chiamati yogurt ma che dallo yogurt “vero”
differiscono molto.
L’unico prodotto che merita di conservare questo nome
è quello derivante dalla fermentazione del latte intero
senza aggiunta di frutta, zucchero, coloranti e conservanti.
La frutta e lo zucchero modificano le caratteristiche ambientali
del latte fermentato e non permettono ai microrganismi in
esso presenti di sopravvivere nelle quantità e nelle
giuste proporzioni tipiche di uno yogurt naturale; inoltre
ne aumentano il potere calorico trasformando un prodotto dietetico
(nel senso che concorre alla formulazione di una dieta equilibrata)
in un prodotto eccessivamente calorico e di dubbie qualità
nutrizionali. Non solo il potere calorico passa dalle circa
80 Kcal per 100 g di uno yogurt intero alle 100 Kcal per 100
g di uno yogurt alla frutta ma la qualità dello zucchero
aggiunto alza sensibilmente l’indice glicemico innescando
tutta una serie di effetti che portano a squilibrare il sistema
ormonale mediato dall’insulina e all’aumento della
massa corporea.
Va
anche ricordato che negli yogurt “alla frutta”
non viene aggiunta frutta fresca ma frutta cotta,
zucchero, proteine del latte, addensanti, panna, coloranti,
conservanti e, nei prodotti light, anche dolcificanti
artificiali come l’aspartame.
I messaggi pubblicitari ci suggeriscono di acquistare
per i nostri figli gli yogurt alla frutta perché
oltre a fornire loro un buono e sano alimento gli
permettiamo di consumare anche della frutta che le
più giovani generazioni hanno perso il gusto
di mangiare. Il messaggio evidentemente funziona visto
che sul banco del supermercato troviamo una vastissima
e disorientante quantità di prodotti spacciati
per yogurt.
Così oltre a non beneficiare del potere nutritivo
e salutare del vero yogurt non viene mangiata di fatto
neppure della frutta che è presente in quantità
così bassa e così alterata da perdere
le sue qualità nutrizionali.
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