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Gli
alimenti devono fornire energia e materia ovvero i principi
nutritivi ed oligodinamici necessari per la sintesi e la ricostruzione
dei componenti cellulari.
Gli alimenti introdotti con la dieta vengono digeriti in modo
che possano rilasciare il contenuto di nutrienti. I nutrienti
sono classificati in 5 gruppi in base alla struttura chimica
e al ruolo che svolgono nell’organismo: carboidrati
(o glucidi o zuccheri), proteine,
lipidi (o grassi),
vitamine e minerali.
Carboidrati
I
carboidrati sono i composti organici più diffusi in
natura e rappresentano per l’uomo la principale fonte
energetica: 100 g di carboidrati producono 400 Kcal.
Si dividono in monosaccaridi (glucosio e fruttosio), disaccaridi
(saccarosio, lattosio e maltosio) e polisaccaridi (amido e
fibra alimentare).
I carboidrati semplici vengono digeriti e assimilati molto
rapidamente mentre gli alimenti contenenti amido possono essere
assimilati soltanto dopo cottura che rompe i granuli di amido
e ne facilita la digestione. I monosaccaridi risultanti dopo
la digestione ed assorbiti vengono trasportati nel fegato
e agli altri tessuti. Quelli diversi dal glucosio vengono
rapidamente convertiti in glucosio oppure sono utilizzati
per produrre energia. Il glucosio è quindi l’unico
zucchero presente nel sangue.
Le reazioni che permettono l’assimilazione e l’ossidazione
dei carboidrati sono particolarmente rapide ed efficienti,
per questo motivo questa classe di composti rappresenta la
principale fonte di energia papidamente disponibile per l’organismo
umano.
L’apporto costante di glucosio è molto importante
per il cervello e per i globuli rossi che ricavano energia
solo dal glucosio (circa 40 g al giorno). Per i tessuti muscolari,
in caso di attività intensa, quando è necessario
un apporto energetico elevato, gli acidi grassi sono le molecole
preferite per la produzione di energia.
In condizioni di digiuno, l’energia necessaria per la
sopravvivenza, viene in gran parte fornita dagli acidi grassi
e dagli aminoacidi che costituiscono i depositi adiposi e
le proteine corporee. Inoltre, attraverso un processo detto
gluconeogenesi, viene fornito glucosio a partire dagli aminoacidi.
Questo processo determina un aumento della produzione di urea
e quindi un affaticamento dei reni. L’ossidazione degli
acidi grassi in condizioni di carenza di carboidrati determina
un aumento di corpi chetonici nel sangue (acetone e altri
intermedi del metabolismo) spostando il pH verso l’acidità.
Quindi un moderato e frequente (ogni 6-7 ore) apporto di carboidrati
è necessario per garantire il corretto svolgimento
dei normali processi metabolici e per evitare l’accumulo
di sostanze tossiche.
I carboidrati, nella dieta di un adulto, devono fornire il
65% delle calorie totali.
Il consumo di carboidrati semplici (glucosio, fruttosio e
saccarosio) deve essere limitato perche vengono assimilati
molto rapidamente e causano picchi glicemici improvvisi, non
danno il senso di sazietà e costringono l’organismo
ad un’alimentazione eccessiva e squilibrata. Il saccarosio
ed i dolciumi a base di glucosio sono definiti “calorie
vuote” perché forniscono solo energia diversamente
dai carboidrati assunti con i cereali e con la frutta che
sono associati a proteine (poche), fibra alimentare, vitamine
e sali minerali.
La principale fonte di carboidrati è rappresentata
dai cereali; seguono i legumi, la patata e la frutta.
In
alcuni casi, ad esempio per prevenire il diabete, è
importante evitare brusche variazioni della glicemia. L’indice
glicemico permette di valutare l’attività fisiologica
degli alimenti e si ricava come rapporto tra l’incremento
di glicemia dopo l’ingestione di un dato alimento e
l’incremento di glicemia dopo l’ingestione di
pane bianco, consumato in quantità tale da fornire
la stessa quantità di carboidrati. L’indice glicemico
è più elevato per gli alimenti a rapida assimilazione.
Per i diabetici è preferibile consumare cibi a basso
indice glicemico: pasta e legumi sono da preferire al pane
e alle patate.
La fibra alimentare non viene assorbita, è costituita
da fibre solubili (pectine, gomme e polisaccaridi) e insolubili
(ligina che un polimero del fenilpropano, cellulosa ed emicellulosa).
Fornisce il substrato per la fermentazione, è igroscopica,
viscosa e ha proprietà antiossidanti (requisisce i
radicali liberi) e di modulazione dell’assorbimento
dei nutrienti. Accelera il transito intestinale e quindi,
grazie alla capacità di assorbire acqua favorisce il
sequestro di sostanze cancerogene come ad esempio alcune molecole
biliari.
La fibra alimentare contrasta l’insorgere di molte malattie
tipiche delle società moderne (stitichezza, obesità,
tumori intestinali ecc.) nelle quali il consumo di alimenti
raffinati è preponderante.
Tuttavia il suo consumo deve essere limitato in presenza di
alcune forme di colite e per permettere un ottimale assorbimento
di alcuni minerali presenti solo in tracce come calcio ferro
e magnesio. E’ consigliabile, per un adulto sano, il
consumo di 30 g di fibra al giorno.
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Proteine
Le
proteine sono polimeri di amminoacidi, cioè grosse
molecole formate da lunghe catene di amminoacidi legati in
sequenza. Le proteine introdotte con l’alimentazione
vengono digerite, ovvero scomposte negli amminoacidi che le
costituiscono che vengono poi utilizzati per la sistesi di
altre proteine necessarie all’organismo.
Le proteine sono importanti per la loro funzione strutturale
nelle membrane cellulari, nei muscoli, nelle ossa, nel tessuto
connettivo e possono essere utilizzate, in caso di carenza
di carboidrati, per la produzione di energia. 100 g di proteine
forniscono 400 Kgcal.
Alcune proteine (gli enzimi) hanno una funzione di regolazione
dei processi metabolici.
Le proteine sono formate da 20 amminoacidi diversi. Di questi
solo 8 (detti essenziali) non possono essere sintetizzati
dall’organismo umano e devono necessariamente essere
introdotti con l’alimentazione. Il valore biologico
delle proteine è stabilito in base al contenuto di
amminoacidi essenziali. Gli alimenti che contengono le proteine
a più alto valore biologico sono le uova, il latte
e i latticini, la carne, il pesce. Una quantità apprezzabile
di proteine è contenuta anche nei cereali e nei legumi.
L’organismo
umano contiene 10-12 Kg di proteine. L’alimentazione
deve garantire la quantità di proteine sufficiente
a permettere un corretto svolgimento dei processi di rinnovamento.
Per definire il fabbisogno proteico individuale, è
necessario tenere conto di molti fattori: l’età
(elevato durante l’accrescimento), l’attività
fisica (elevato per gli sportivi), gli stati patologici, il
metabolismo individuale, la composizione della dieta. Nonostante
sia difficile stabilire un fabbisogno generico, il livello
di sicurezza per un adulto è stabilito in 0,75 g di
proteine ad alto valore biologico al giorno per Kg di peso
corporeo. Considerando che non tutte le proteine sono ad alto
valore biologico, il livello di sicurezza sale a 1 g al giorno,
corrispondente a circa il 10% delle calorie ingerite.
Il fabbisogno proteico aumenta durante la gravidanza e l’allattamento.
Nelle società industrializzate le carenze proteiche
sono molto rare. Si riscontrano più frequentemente
dei casi di eccesso di proteine, cui segue un accumulo di
scorie azotate che causa un eccessivo affaticamento dei reni
e l’aumento di molecole azotate nel sangue (azotemia):
l ’eccessivo apporto proteico è generalmente
associato ad un consumo smodato di carne che spesso è
accompagnato da una assunzione esagerata di lipidi.
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Lipidi
Grazie
al contenuto calorico molto elevato, i lipidi, hanno prevalentemente
una funzione energetica. I lipidi che non sono utilizzati
immediatamente vengono immagazzinati nel tessuto adiposo che,
oltre ad essere importante per l’isolamento termico,
costituisce la più importante riserva energetica: 100
g di lipidi producono 900 Kcal.
I lipidi hanno anche una funzione strutturale perché
sono importanti costituenti delle membrane cellulari.
I lipidi alimentari sono di 3 tipi: trigliceridi, fosfolipidi
e colesterolo.
I trigliceridi sono i più diffusi in natura e corrispondono
al 95% dei lipidi che introduciamo con l’alimentazione
e sono formati da una molecola di glicerolo legata a 3 molecole
di acidi grassi.
I trigliceridi, possono essere distinti in saturi e insaturi.
I grassi saturi sono poco digeribili, difficili da eliminare
e tendono ad accumularsi sulle pareti arteriose favorendo
l’instaurarsi di patologie cardiovascolari. Tali caratteristiche
sono tanto più forti quanto maggiore è la lunghezza
della catena degli acidi grassi che li compone.
I grassi monoinsaturi (es. olio di oliva e di arachide) e
polinsaturi (es. olio di mais, girasole e sesamo) sono invece
facilmente digeribili e in alcuni casi svolgono un’azione
preventiva contro la formazione di neoplasie e lo sviluppo
di problemi arteriosi.
Nella maggioranza dei vegetali sono invece presenti acidi
grassi insaturi, liquidi a temperatura ambiente.
Tuttavia ci sono vegetali dai quali si ricavano alcuni acidi
grassi saturi decisamente poco salutari come l’acido
miristico, laurico e palmitico. Tra questi, in particolare
l’olio di cocco, l’olio di palmisti (estratto
dai semi della palma da olio) e l’olio di palma (estratto
dalla polpa della palma da olio) hanno un ruolo nello sviluppo
delle placche aterosclerotiche, sono ipercolesterolemizzanti,
favoriscono l’obesità e sono responsabili della
formazione di alcuni tumori legati all’apparato grastroenterico.
La truffa degli oli e
dei grassi vegetali, Oli
alimentari : terapeutici e nutritivi
E’ importante consumare alimenti contenenti gli acidi
grassi insaturi linoleico e linolenico che non possono essere
sintetizzati dall’organismo e per questo motivo sono
detti essenziali e si trovano principalmente nell’olio
di mais, di soia e di noce e olio di oliva che ne contiene
un rapporto ottimale (acido oleico 75%, acido linoleico 24%,
acido linolenico 0,5%).
Il colesterolo è un composto lipidico presente in molti
alimenti di origine animale. E’ un costituente fondamentale
delle membrane cellulari e svolge un ruolo fondamentale come
precursore degli ormoni steroidei. La quantità di colesterolo
introdotta con l’alimentazione deve essere moderata
perché questo composto tende ad accumularsi sulle pareti
arteriose provocandone l’indurimento (aterosclerosi)
e la riduzione del lume fino a compromettere la circolazione
del sangue e consentire l’uinsorgere di trombosi, emorragie
cerebrali e infarto.
Il colesterolo e gli altri lipidi circola nel sangue associato
a proteine (lipoproteine). Le LDL (lipoproteine a bassa densità)
sono molto ricche di colesterolo (45%) e lo distribuiscono
nelle varie parti del corpo provocando, in caso di eccesso,
l’occlusione delle arterie (colesterolo “cattivo”).
Le HDL (lipoproteine ad alta densità) sono porodotte
dal fegato, contengono circa il 20% di colesterolo e hanno
la capacità di sottrarre il colesterolo prodotto in
eccesso dai tessuti per trasportarlo al fegato dove viene
degradato. Rappresentano quindi una forma di difesa (colesterolo
“buono”) contro l’aterosclerosi.
I
livelli raccomandati di assunzione di lipidi indicano, per
la popolazione italiana adulta, un apporto lipidico pari al
25% delle calorie totali (30% durante la crescita), che corrisponde
in una dieta di 2500 Kcal, all’assunzione di 70 g di
grassi. Dovrebbero prevalere gli acidi grassi insaturi in
un rapporto ottimale di 2:1 ed un apporto di colesterolo (saturo)
non superiore a 300 mg al giorno.Nelle società industrializzate
le condizioni di carenza lipidica sono rare, Sono invece diffusi
i casi di eccesso di acidi grassi saturi e di colesterolo
che favoriscono le malattie cardiovascolari e alcuni tumori.
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Vitamine
e minerali
Il
gruppo delle vitamine comprende composti molto eterogenei
essenziali per le reazioni metaboliche, spesso come coenzimi.
Le vitamine idrosolubili (gruppo B e C) devono essere introdotte
quotidianamente perché quelle in eccesso vengono eliminate
con le urine e quindi non si formano riserve. Le vitamine
liposolubili (A, D, E, K) vengono assunte ed assorbite con
i grassi alimentari e accumulate nel fegato.
Il contenuto vitaminico si altera facilmente col calore, la
luce ed anche durante la rifregerazione. Per questo motivo
è consigliabile consumare frutta e verdura di stagione,
lavare bene frutta e ortaggi ma senza lasciarli troppo a bagno,
cuocere a vapore, preferire i cereali integrali.
Le vitamine e i minerali devono essere introdotte con la dieta.
La comparsa di sintomi da carenza dipende da 3 fattori: insufficiente
assunzione, alterazione dell’assorbimento, aumentato
fabbisogno.
Le vitamine possono essere considerati i partner fondamentali
dei catalizzatori biologici. Sono cioè dei composti
organici che aiutano altre molecole, soprattutto le proteine
enzimatiche (i veri catalizzatori biologici), a rendere più
veloci delle reazioni biochimiche che altrimenti si compirebbero
a velocità così basse da essere fisiologicamente
inutili.
Le
vitamine, quindi, sono dei nutrienti organici essenziali per
la vita. Sono essenziali ma presenti in quantità minime
negli alimenti. La relazione tra la presenza di un fattore
vitaminico e una funzione biologica fu messo in evidenza per
la prima volta nel 1897da un ricercatore giapponese (Takaki)
ed uno olandese (Eijkman). I due scienziati si accorsero che
la diffusione del beri-beri (una malattia dovuta ad un’alimentazione
insufficiente) a Giava era indotta dal consumo di riso brillato
e si riusciva a curarla somministrando delle sostanze presenti
in traccia nella crusca di riso.
La
parola vitamina è stata successivamente coniata da
un biochimico polacco (Funk) nel 1911 che isolò dal
riso integrale un composto azotato (ammina) capace di prevenire
il beri-beri. Il composto azotato era la vitamina B1 o Tiamina.
Da qui il termine vita-amina ovvero ammina fondamentale per
la vita.
L’uso di questa parola è stato poi esteso a tutte
quelle sostanze di natura organica che in concentrazioni ridottissime
intervengono nei processi cellulari accelerandone le reazioni
biochimiche.
Gli
animali superiori non sono in grado, o lo sono in forma molto
limitata, di sintetizzare le vitamine. Quindi queste molecole
le troviamo prevalente nel Regno vegetale che rappresenta
per l’uomo e per tutti gli altri animali l’unica
e insostituibile fonte.
Le
vitamine perciò insieme con gli ormoni e gli enzimi
hanno un ruolo di regolazione delle funzioni cellulari. La
maggior parte agisce come aiuto funzionale agli enzimi (coenzimi)
mentre altre presiedono al controllo della stabilità
delle molecole cellulari oppure intervengono nella sintesi
degli ormoni e degli anticorpi.
Le
vitamine si differenziano in due grandi gruppi: liposolubili
(A, D, E, K solubili nei grassi) ed idrosolubili (B1, B2,
B6, B12, PP, C ecc. solubili nei liquidi). Le vitamine idrosolubili
sono state considerate per lungo tempo dei composti appartenenti
ad un unico complesso detto “gruppo B”. Oggi è
noto che la struttura chimica ed il comportamento fisiologico
delle diverse vitamine B sono molto diverse tra loro e questa
denominazione ha solo un significato indicativo.
Alcuni composti vengono trasformati in vitamine nell’organismo
e sono quindi chiamate provitamine. Ne costituisce un esempio
il beta carotene, grazie al quale le carote acquisiscono il
caratteristico colore rosso-arancio, che viene anche chiamato
provitamina A. Il Beta carotene viene infatti convertito in
vit. A all’interno di diversi tessuti cellulari.
Mentre
nelle popolazioni dei paesi del terzo mondo si assiste ancora
oggi alla carenza di vitamine, in occidente avviene il contrario
e si registrano casi di ipervitaminosi. Nel caso di abuso
di vitamine idrosolubili non si riscontrano danni perché
la quota in eccesso viene rapidamente eliminata con le urine.
L’eccessivo consumo ed assorbimento di vitamine liposolubili
può invece essere la causa di patologie gravi. Ad esempio
dosi eccessive di vitamina A somministrate in gravidanza determinano
effetti teratogeni e malformazioni sul nascituro.
E’
bene ricordare che l’utilizzo di prodotti alimentari
confezionati ai quali sono state aggiunte delle vitamine sono
spesso inutili. A volte addirittura dannosi.
In assenza di una specifica richiesta del medico i prodotti
“vitaminizzati” dovrebbero essere esclusi dalla
nostra alimentazione, che se correttamente formulata, contiene
già tutte i principi nutritivi che ci occorrono.
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| VITAMINE
IDROSOLUBILI |
| nome |
fonte |
funzione |
carenza |
TIAMINA
Vitamina B1 |
Alimenti
di origine animale e vegetale. Particolarmente ricchi sono i
legumi ed il germe e il pericarpo dei cereali. Negli alimenti
animali le maggiori concentrazioni sono nel fegato, nel rene,
nel cervello e nell'intestino. Una fonte importante di tiamina
è il lievito di birra. |
Ha
un ruolo importante nel metabolismo dei carboidrati e partecipa
allo stato nutrizionale dei tessuti nervosi. |
Nonostante
sia molto diffusa, questa vitamina, è poco immagazzinata
nell'organismo. La carenza di tiamina provoca il beri-beri,
una sindrome caratterizzata da generale deperimento, disturbi
al sistema nervoso, cardiovascolare, digerente e problemi al
ricambio idrico. Altre sindromi da carenza di tiamina, diffuse
tra gli alcolisti perchè l'assunzione di alcool ne limita
l'assorbimento sono la sindrome
di Gayet-Wernicke (stato confusionale e disturbi della memoria) |
RIBOFLAVINA
Vitamina B2 |
La
riboflavina, in natura, è abbondantemente presente. Si
trova nelle verdure, nel lievito e soprattutto nel latte, nel
fegato, nel cuore, nel rene e nell’albume dell’uovo.
|
Interviene
in varie reazioni di ossidoriduzione del metabolismo dei carboidrati,
proteine e lipidi. |
La
riboflavina è coinvolta in molte reazioni metaboliche
che possono riguardare anche altre vitamine; quindi la carenza,
rara nelle società occidentali, può causare uno
stato pluricarenziale di altre vitamine e anemia da carenza
di ferro. Si rileva arresto della crescita, lesioni delle mucose,
dell’epitelio dell’occhio (vascolarizzazione bilaterale
della cornea, congiuntivite ed opacità) e dell’apparato
gastrointestinale. |
NIACINA
Vitamina B3 O PP
|
In
genere le fonti vegetali presentano una maggior quantità
di nicotinammide mentre quelle animali hanno più acido
nicotinico. Di vitamina PP abbondano il lievito di birra e le
carni. Buoni livelli nei cereali. Basse quantità anche
in frutta, verdura e uova. |
Coinvolta
in molteplici reazioni di sintesi e demolizione di aminoacidi,
acidi grassi e colesterolo. |
La
carenza sviluppa la pellagra. In genere tale patologia inizia
con problemi all'apparato gastrointestinale cui poi si aggiunge
una dermatite fotosensibilizzante. Si hanno anche problemi neurologici
con stanchezza, depressione e disturbi della memoria. |
ACIDO
PANTOTENICO
Vitamina B5
|
E’
ubiquitario. Si trova, in particolare, nel fegato, tuorlo d'uovo,
cereali e legumi. |
Entra
nelle vie metaboliche dei carboidrati, delle proteine, degli
acidi grassi , dei composti steroidei e dei corpi chetonici. |
L’elevata
diffusione in natura, non consente di definire un quadro chiaro
degli effetti attribuibili alla carenza di questa vitamina. |
COBALAMINA
Vitamina B12 |
Le
uniche fonti di vitamina B12 sono quelle di origine animale,
in particolare fegato, muscolo, pesce, latte e uova. |
Partecipa
al metabolismo degli acidi grassi, degli aminoacidi e degli
acidi nucleici. |
Stati
di carenza sono dovuti a processi patologici a carico delle
cellule parietali dello stomaco e spesso nei vegetariani stretti.Le
riserve dell'organismo di vitamina B12 sono ampie.Prima che
compaiano sintomi da carenza intercorre un periodo piuttosto
lungo. |
ACIDO
ASCORBICO
Vitamina C
|
Presente
soprattutto nella verdura e nella frutta fresca: peperoni, pomodori,
kiwi, agrumi. La cottura può comportare perdita di vitamina
(in taluni casi fino al 75%). |
Ha
spiccata azione antiossidante e una caratteristica capacità
di mantenere stabili le vitamine A, E, l'acido folico e la tiamina.
Partecipa alla sintesi di molte sostanze, potenzia il sistema
immunitario e neutralizza i radicali liberi. |
In
caso di carenza si sviluppa lo scorbuto. Patologia che interessa
la produzione di collagene e di sostanza cementante intercellulare.
Si manifesta con alterazioni a dei vasi sanguigni con comparsa
di emorragie, difficoltà a cicatrizzare le ferite, gengiviti
con alterazioni della dentina, ed osteoporosi. Nei bambini si
ha anche un arresto della crescita. |
BIOTINA
Vitamina H O B8
|
Presente
negli alimenti di origine animale e vegetale. Si trova in particolare
nel fegato, pollo, tuorlo d’uovo, frutta secca, latte,pesce.
Nei vegetali, la biotina è legata energicamente alle
proteine che ne limitano la biodisponibilità. |
Partecipa
alla sintesi di numerosi composti tra i quali glucosio e acidi
grassi. |
L’elevata
diffusione in natura non consente di definire un quadro chiaro
degli effetti attribuibili alla carenza di questa vitamina. |
ACIDO
FOLICO
Vitamina M O B9 |
Presente
nelle frattaglie, nelle verdure a foglia, nei legumi e nelle
uova. La sua presenza è scarsa nella frutta e nel latte.
Parte dell'acido folico (circa il 50%) si può perdere
durante la cottura. |
Interviene
nei processi metabolici coinvolti nella sintesi degli aminoacidi,
dei neurotrasmettitori e degli acidi nucleici (DNA, RNA). |
La
carenza è diffusa nei paesi sottosviluppati. In occidente
le cause che ne determinano caranza sono: malattie infettive,
terapie farmacologiche e in generale quando l’organismo
richiede la produzione di nuove cellule. La sintomatologia si
manifesta con un'anemia melagoblastica, alterazioni della cute
e disturbi gastrointestinali (malassorbimento e diarrea).Durante
la gravidanza, la carenza di acido folico conduce allo sviluppo
di spina bifida o di anencefalia. |
PIRIDOSSINA
Vitamina B6
|
Presente
nei prodotti animali e vegetali soprattutto nel lievito di birra,
germe di grano, carne, fegato e legumi. |
Ha
un ruolo importante nell’utilizzo delle proteine alimentari
e partecipa alla sintesi di emoglobina e al metabolismo di lipidi
e carboidrati. |
La
carenza è rara. Alcune manifestazioni documentate sono
la comparsa di depressione con nausea, vomito, dermatite seborroica,
lesioni delle mucose, glossite, cheilosi e neuropatie periferiche. |
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| VITAMINE
LIPOSOLUBILI |
| nome |
fonte |
funzione |
carenza |
RETINOLO
Vitamina A |
Presente
negli alimenti di origine animale: fegato, milza, latte, uova.
I precursori della vitamina (carotenoidi) sono presenti in molti
vegetali a colorazione rosso o arancione. |
Partecipa
a numerose funzioni biologiche che riguardano soprattutto
la visione e la differenziazione cellulare (crescita, funzionalità
del sistema immunitario, integrità della pelle e delle
mucose). |
La
carenza determina inibizione della crescita, deformazione delle
ossa e alterazioni delle strutture epiteliali, della funzione
visiva e degli organi riproduttivi. |
TOCOFEROLO
Vitamina E |
Ne
sono ricchi i vegetali: germe di grano, semi ( e gli oli da
essi derivati), cereali, frutta ed ortaggi. Questa vitamina
degrada con la cottura e alla luce intensa. |
Contrasta
le alterazioni indotte alle membrane cellulari e previene l’ossidazione
degli acidi grassi polinsaturi (azione antiossidante). |
Lo
sviluppo di una sua carenza è improbabile.Può
innescarsi un deficit in casi di malassorbimento che determina
disturbi del sistema nervoso, della retina e dei muscoli. |
COLECALCIFEROLO
Vitamina D
|
Ad
eccezione dell’olio di fegato di merluzzo, pochi alimenti
contengono quantità apprezzabili di vitamina D. La fonte
principale di vitamina D è la produzione endogena per
azione del sole a partire da una sostanza derivante dal colesterolo
presente nella pelle. |
La
sovrapproduzione estiva di vitamina D ne consente l’accumulo
disponibile durante l’inverno. La vitamina D favorisce
il riassorbimento renale di calcio e intestinale di fosforo
e calcio ed i processi di mineralizzazione dell’osso.
|
Le
alterazioni, in caso di deficienza consistono in: diminuzione
dei livelli sierici di calcio e fosforo cui segue iperparatiroidismo
ed aumento della fosfatasi alcalina. Successivamente si alterano
i processi di mineralizzazione con rachitismo (nel bambino),
osteomalacia (nell’adulto) e debolezza muscolare. |
NAFTOCHINONE
Vitamina K
|
Si
trova nei vegetali verdi (spinaci lattuga, broccoli, cavolo,
cime di rapa, ecc.), soia, piselli, the verde, uova e fegato.
La fonte principale di vitamina K è la produzione endogena
da parte della flora batterica intestinale. |
Partecipa
alla sintesi delle proteine che consentono la coagulazione del
sangue. |
La
carenza è piuttosto rara; si manifesta dopo trattamento
antibiotico inizialmente con l’aumento del tempo di coagulazione
e la diminuzione della protrombina seguono segni clinici come
petecchie ed emorragie. |
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| MINERALI |
| nome |
fonte |
funzione |
carenza |
SODIO
Na |
Abbondantemente
diffuso in tutte le preparazioni alimentari. |
Fondamentale
per il mantenimento dell’equilibrio idrico-salino, della
regolazione del pH sanguigno e ha un ruolo nei meccanismi
che regolano la contrazione muscolare e la trasmissione dell’impulso
nervoso. |
Le
carenze di sodio sono altamente improbabili. Più frequenti
sono gli eccessi che si manifestano con l’ipertensione
arteriosa. |
POTASSIO
K |
E’
presente in ogni alimento. |
Regola
il volume dei liquidi corporei, controlla la permeabilità
delle membrane cellulari, la trasmissione nervosa e la contrazione
muscolare. |
La
carenza di potassio è altamente improbabile. |
CALCIO
Ca
|
E’
contenuto in abbondanza nei latticini, frutta secca, molluschi,
crostacei e legumi. |
E’
un costituente fondamentale del tessuto osseo. Il calcio non
osseo partecipa alla permeabilità delle membrane cellulari,
alla contrazione muscolare, alla trasmissione nervosa, alla
secrezione ormonale e alla coagulazione del sangue. |
La
carenza di calcio causa rachitismo nel bambino e favorisce l’osteoporosi. |
FOSFORO
P
|
E’
diffuso in tutti gli alimenti: ne sono ricchi: germe di grano,
legumi, uova, cereali, latte. |
Partecipa
alla formazione delle ossa, è un componente importante
delle membrane cellulari, degli acidi nucleici (DNA e RNA) e
dell’ATP per il rilascio dell’energia necessaria
alle funzioni vitali. |
La
carenza di fosforoè altamente improbabile. Nei casi di
malassorbimento i sintomi sono: inappetenza, disturbi nervosi
e della contrazione muscolare. |
MAGNESIO
Mg |
E’
diffuso in quasi tutti gli alimenti: ne sono ricchi: legumi,
frutta secca, cereali e banane. |
E’
necessario per l’attivazione di molte proteine enzimatiche,
regola l’eccitabilità delle cellule nervose e partecipa
alla formazione del tessuto osseo. |
La
carenza di magnesio è molto rara. La sintomatologia più
frequente in caso di cattivo assorbimento sono a carico della
funzionalità cardiaca. |
FERRO
Fe
|
Le
principali fonti di ferro sono: carni rosse, pesce, tuorlo d’uovo,
legumi. |
Rappresenta
la porzione attiva della proteina del sangue delegata al trasporto
dell’ossigeno (emoglobina). |
Le
carenze di ferro si manifestano con anemia e disturbi a carico
del sistema nervoso e immunitario. |
ZINCO
Zn
|
Si
trova nella carne, pesce, frutti di mare, cereali e legumi. |
Coinvolto
nella sintesi degli acidi nucleici (DNA e RNA), nella respirazione
cellulare e partecipa alla rimozione dei radicali liberi. |
La
carenza grave si manifesta con ritardo nella crescita e della
maturazione sessuale. |
IODIO
I |
Si
trova prevalentemente nei pesci marini, uova e latticini. |
Componente
fondamentale degli ormoni tiroidei. |
La
carenza di iodio causa ipotiroidismo con alterazioni metaboliche
anche gravi. |
FLUORO
F
|
E’
presente in quantità sufficienti nell’acqua. |
Costituente
fondamentale dello smalto dei denti. |
La
carenza provoca la carie dentale. L’eccesso di fluoro
determina la calcificazione dei tessuti molli e la comparsa
di macchie sui denti durante il periodo della crescita. |
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