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Per
una alimentazione equilibrata è importante assumere
tutti i giorni una certa quantità di acidi grassi.
Alcuni di questi, detti essenziali perché l’organismo
umano non è capace di sintetizzarli, devono essere
necessariamente forniti con il cibo.
Gli acidi grassi essenziali si trovano in alcuni pesci, soprattutto
quelli provenienti dai mari freddi, e negli oli che usiamo
a tavola. Sono acidi grassi polinsaturi che esplicano una
funzione preventiva contro la formazione di neoplasie e lo
sviluppo di problemi arteriosi, sono ipocolesterolemizzanti
e proteggono dal rischio di infarto e trombosi. Svolgono cioè
un’azione che contrasta gli effetti deleteri degli acidi
grassi saturi che sono di origine animale (burro, carni rosse,
uova).
La truffa degli oli e dei grassi vegetali
Ci sono oli da condimento per tutte le esigenze: per friggere,
per cucinare, per condire l’insalata. Quale scegliere?
Quali sono i componenti e le caratteristiche che sono più
importanti per orientare le nostre scelte? Per prima cosa
deve essere valutata la composizione in acidi grassi insaturi.
In particolare quelli polinsaturi ovvero l’acido alfa-linolenico
(Omega 3) e l’acido linoleico (Omega 6). Questi hanno
una grande capacità di migliorare il sistema cardiovascolare,
ridurre il colesterolo LDL (quello non buono) e controllare
la quantità di trigliceridi circolanti. E’ documentato
anche un effetto benefico per la remissione di patologie artritiche
e reumatoidi.
L’olio di Lino, di Soia e di Zucca hanno un elevato
contenuto di Omega 3 e Omega 6; l’olio di Girasole,
Cartamo, Mais, Vinacciolo, Sesamo, Colza ed Arachide hanno
un buon contenuto di Omega 6 e di acidi grassi monoinsaturi;
l’olio di Oliva extra vergine costituisce un buon compromesso
perché contiene tutti gli acidi grassi insaturi anche
se è molto povero di Omega 3. Il suo utilizzo andrebbe
integrato con olio di lino o di soia.
Un altro importante elemento di discriminazione nella scelta
dell’olio riguarda il punto di fumo. I grassi fondono
a temperature molto basse: l’olio a 4 °C, il burro
a 26 °C, lo strutto a 38 °C. I grassi non bollono
a 100°C come l’acqua ma resistono a temperature
più elevate. Tuttavia oltre una certa temperatura fumano,
cioè si alterano producendo acroleina, una sostanza
maleodorante e tossica. Per friggere è consigliabile
utilizzare l’olio di oliva extra vergine il cui punto
di fumo varia (in funzione dell’acidità) da 180
a 210 °C oppure l’olio di vinacciolo che “fuma”
a circa 230 °C. Fra gli oli di semi è da preferire
quello di arachide che ha un punto di fumo tra i 180 e i 200
°C, mentre gli oli di girasole e di mais fumano a temperature
di circa 130 – 160 °C. |
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Alcuni
oli citati sono poco conosciuti e spesso non contemplati dalla grande
distribuzione sono reperibili solo nei negozi di alimentazione naturale.
L’olio
di lino viene estratto dai semi del Linum usitatissimum.
Oggi è poco noto ma nell’antichità veniva consumato
per le sue proprietà emollienti ed antinfiammatorie. Andrebbe
assunto come integratore alimentare ( 2 cucchiaini al mattino a
digiuno ) per prevenire e curare le alterazioni metaboliche e fisiologiche.
L’olio di zucca, diffuso nell’Europa del Nord,
ricco di sodio e zinco ha proprietà vermifughe, lassative
ed emollienti.
L’olio di cartamo, contenuto nei semi di Chartamus
tinctorius è ricco di vitamina E e vitamina K che gli
conferiscono una eccellente azione rigenerativa che contrasta l’invecchiamento
della pelle.
L’olio di sesamo contiene molta lecitina nota per
gli effetti benefici a carico delle cellule nervose, della pelle
e dei capelli. E’ ricco di calcio e zinco e ha proprietà
antiossidanti.
L’olio di soia ha un alto contenuto di vitamina E.
Come l’olio di vinacciolo, grazie al contenuto elevato
di Omega 6, può essere usato per combattere l’eccessiva
produzione endogena di colesterolo.
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L'olio di soia ha un alto
contenuto di vitamina E
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