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Oramai è universalmente
noto che una corretta ed equilibrata alimentazione è
sinonimo di buona salute. L’alimentazione corretta
è in grado di prevenire e, spesso, curare le malattie
ma al contrario, quando si mangia in modo sbagliato si attivano
una serie di processi fisiologici e biochimici che conducono
verso le manifestazioni patologiche.
Con l’alimentazione trasformiamo l’energia potenziale
contenuta negli alimenti in energia che ci occorre per vivere.
Quando introduciamo una quantità di energia superiore
alle nostre capacità di smaltirla questa si traduce
in malattia. Paradossalmente l’organismo umano ha
un patrimonio genetico simile a quello degli uomini primitivi
ed è dotato di numerosi meccanismi fisiologici capaci
di risparmiare energia e di accumulare sostanze di riserva
per resistere a lunghi periodi di carenza nutrizionale ma
non è attrezzato per affrontare gli eccessi alimentari
e per lo smaltimento del surplus energetico che si traduce
in patologia: malattie cardiovascolari, ipertensione, diabete,
tumori legati all’aparato gastroenterico, sovrappeso
e obesità, disturbi e patologie intestinali ecc..
L’istinto dovrebbe guidarci nelle scelte alimentari.
Dovremmo cioè essere in grado naturalmente di mangiare,
in termini di qualità e quantità, in modo
corretto. Le esigenze fisiologiche sono in teoria i principi
guida ai quali il nostro organismo deve assoggettarsi. Istintivamente
dovremmo essere capaci di scegliere l’alimento giusto
nelle giuste proporzioni di nutrienti e nelle giuste quantità.
Purtroppo non sempre è così. La pubblicità,
l’assenza o quasi di movimento, lo stress e mille
altri fattori, che di fatto non siamo in grado di controllare,
ci spingono spesso a mangiare troppo e male.
Come
stabilire allora razionalmente, e non più guidati
dall’istinto, cosa, quanto e quando mangiare?
La risposta, pur complessa, si basa su concetti banali:
se il nostro peso è già quello giusto e la
nostra salute è buona non dobbiamo preoccuparci ma
solo cercare di essere informati e consapevoli di ciò
che mangiamo evitando il consumo in eccesso di cibi e bevande
poco salutari come quelli trattati con prodotti chimici,
oppure ricchi di conservanti, edulcoranti, coloranti ecc.
Solo chi è sottopeso o sovrappeso deve seguire uno
specifico programma in funzione del proprio “fabbisogno
energetico”.
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Una
persona che pesa più (o molto di più) del suo
peso-forma deve invece mangiare meno di quello che consuma.
Per fare questo deve per prima cosa individuare il suo Fabbisogno
Energetico che è costituito da tre componenti. Perchè
mangiamo
Una dipende dall’attività fisica e si basa sull’ovvio
concetto che più ci si muove e più si spende
energia. E’ la componente più importante in termini
quantitativi ed è molto variabile da persona a persona.
L’altra componente è la termogenesi degli alimenti
e dipende dal fatto che la digestione e l’utilizzo di
ogni nutriente comporta dei costi energetici. Circa il 10%
del fabbisogno di energia dipende da questo fattore.
L’ultima componente è rappresentata dal Metabolismo
Basale (MB) ovvero dalle necessità energetiche per
compiere le attività fisiologiche di base come la sintesi
dei costituenti cellulari e l’attività cardiaca
e respiratoria. In particolare il 65% circa del MB è
dovuto al cervello, al fegato, ai reni e al cuore. Il MB varia
da una persona all’altra in funzione del peso e dell’altezza
(superficie corporea), aumenta dalla nascita fino a circa
20 anni di età (è massimo nell’adolescenza)
per poi decrescere gradualmente del 2-3% ogni 10 anni.
Una volta individuato il Fabbisogno Energetico va impostato
il programma dietetico, che per una persona sovrappeso, deve
avere come obiettivo quello di indurre un deficit calorico
in modo da diminuire l’apporto di nutrienti e incrementare
la spesa energetica: la differenza tra le entrate (alimenti
assunti) e le uscite (dispendio energetico) viene compensata
con l’energia ricavata dai depositi adiposi.
Nel programma dietetico, che deve essere personalizzato, ovvero
orientato alle necessità e alle abitudini alimentari
della persona, possono essere inseriti anche alimenti poco
"dietetici" come il gelato che ne diventa così
parte integrante contestualmente a tutti gli altri alimenti
proposti. |
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